Reminiscenze – Frankfurter Westend Galerie

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Ti conosco Mascherina – Galleria Lorenzelli

Lorenzelli Arte riprende la sua attività espositiva accogliendo l’invito di Marco Casentini e Dany Vescovi, artisti e docenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera, di avviare una collaborazione, oggi tanto rara tra pubblico e privato, attraverso l’esposizione di opere degli allievi della prestigiosa Istituzione milanese. Una importante occasione per riallacciare i legami sottili tra autore e pubblico che l’opera d’arte sa tessere e per ritrovare, non solo simbolicamente, una prospettiva di relazione e un’opportunità di ripartenza attraverso i progetti di giovani artisti dopo la pausa forzata dovuta all’emergenza sanitaria.

La mostra dal titolo Ti conosco, mascherina! presenta le opere, selezionate appositamente per l’evento, di 27 allievi dell’Accademia, e vuole rappresentare una ricognizione delle ricerche personali sviluppate nel tempo attraverso diversi linguaggi espressivi: pittura, video, installazione, scultura.

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MiArs Milano ti amo in tutte le lingue del mondo – Lambretto Factory

Circenses – Fondazione Iseo

Energie Fluttuanti – Wins Art

Acqua – Fondazione Arsenale Iseo

Proporzioni – Frankfurter Westend Galerie

Primary Structures – LM Gallery

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PRIMARY STRUCTURES a cura di M. Valente, catalogo della mostra di Leonardo Gambini, LM Gallery, Latina 2017.

PRIMARY STRUCTURES – LEONARDO GAMBINITra superfici di colore saturo, geometrie e rigide bande cromatiche, Leonardo Gambini mette inscena il suo mondo. In “Primary Structures” alla LM Gallery, si dispiega una moltitudine di laoriche dialogano tra loro attraerso infinite combina!ioni di solu!ioni cromatiche essen!iali e formegeometriche pure, che si approcciano con il pubblico in modo solo apparentemente algido. “onostante l#esplosiit$ dei colori, sono netti e definiti i bordi taglienti delle lastre e del supporto,che %ui si smateriali!!a per un abbandono definitio del medium tradi!ionale %uale la tela. L#artistasi riolge ad un materiale moderno ed industriale& il ple’iglas. (reddo e pre!ioso, il metacrilato permette di uscire dagli angusti limiti dei generi tradi!ionali, operando al di fuori della corniceistitu!ionale dell#arte bidimensionale. Superando le arie sfumature di significato di uno deimateriali prediletti nel panorama dell#astra!ione minimalista, le teche %uasi inisibili di Gambinisfondano la rigidit$ apparente del sistema strutturalista delle sue opere per aprirsi alle infinite possibilit$ della trasparen!a. )uesto annullamento dello spa!io rende fluttuanti le strisce di colore ele forme, che si emergono dalla superficie e dientano %ualcosa in pi*. +bbandonato il aloretotemico del %uadro, l#opera, pria della sua struttura canonica, dienta un puro oggetto leggero etrasparente. os-, in %uesto momento, nel white cube della galleria, le sue geometrie cromatiche sianimano di una italit$ impreista, possibile solo gra!ie all#abbandono del supporto& pi* si riduceall#essen!iale oero alle Strutture Primarie, pi* il messaggio dell#artista dienta totali!!ante e le possibilit$ espressie dientano eidenti. d / cos- che l#artista compie un ricercato laoro diindagine sull#identit$ umana e sull#infinite!!a combinatoria di ogni sistema. L#indiiduo e la societ$stessa sono composti da continui rimescolamenti degli stessi caratteri e peculiarit$, come le opere diGambini. Linee, colori puri, cerchi, %uadrati e triangoli engono accostati tra loro creando delleindiidualit$ artistiche libere dai confini della tela e trasparenti. In “Primary Structures” si approdaad un#analisi sull#identit$ dell#indiiduo attraerso l#arte e sul potere euristico della scomposi!ionestrutturale delle forme. 0 possibile rispecchiarsi in una di %ueste combina!ioni cromatiche, troare icolori, le forme e le dimensioni che pi* ci identificano nella nostra essen!a. Ma %ueste opere sonodotate anche di un carattere tridimensionale e scultoreo che le fa emergere& oltre la lastra coloratac#/ uno spa!io, un uoto. )uesta intercapedine / un#apertura erso di noi che ci comunica %ualcosadi molto profondo& bisogna lasciarsi guardare dentro, non bisogna nascondersi. Potrebbe essere%uesta una delle molteplici chiai di lettura della ricerca di Leonardo Gambini sull#identit$ oeroaer messo in mostra delle presen!e reali, trasparenti e fugaci ma anche solide e tridimensionali,dierse ma simili. +nche le forme, ridotte alla geometria pi* semplice e pura, non sono altro chel#origine della astit$ dei simboli che permeano noi e i nostri modi di esprimerci. L#artista compone  e scompone %ui, daanti ai nostri occhi, il mondo e l#indiiduo, sinteti!!andolo in segni e struttureancestrali.

BreraBicocca